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"Per ragioni
sufficienti all’autore, molte località, persone, osservazioni e impressioni
non sono state incluse in questo libro. Alcune erano segrete e altre erano
note a tutti e tutti ne hanno scritto e indubbiamente ne scriveranno ancora.
(…) Se il lettore lo preferisce, questo libro può essere considerato opera
di fantasia. Ma esiste sempre la possibilità che un’opera di fantasia come
questa getti un po’ di luce su ciò che è andato sotto il nome di realtà..."
(Ernest Hemingway, Festa mobile)
Il racconto di una vita e la vita in un
racconto.
Potrebbe essere racchiuso in questa frase il senso della storia narrata da
Giuseppe Nicola Di Leo. Una storia in cui attraverso le vicende di Antonio,
protagonista principale, e di altri giovani emigrati del sud Italia, si
svelano e si scontrano in tutta la loro durezza, gran parte degli aspetti
della vita: l'amicizia, la sofferenza, l'amore, l'ambizione, i fallimenti,
la forza interiore. La semplicità della narrazione attrae e trasporta sin
dalle prime pagine il lettore nel vivo delle situazioni difficili, spesso al
limite, vissute dai ragazzi nella complicata realtà milanese degli anni '80.
Grazie alla onestà narrativa dell'autore e complice uno stile pulito e
disincantato, chi legge, non può fare a meno di calarsi totalmente in quel
mondo di contraddizioni, squallore, emozioni, in cui la voglia di vivere e
di non arrendersi di fronte ai "mostri" (la cocaina , la malavita, il
disagio sociale), prende sempre il sopravvento. Il dolore è guardato in
faccia e affrontato senza mai cadere nel pietismo. E nello scenario crudo e
disperato in cui Antonio si muove , nell'abisso in cui più volte rischia di
sprofondare,solo l'amore, inaspettatamente, interviene, risolve, costruisce,
salva. Leggere il libro di Di Leo, significa, per ciascuno, accettare la
sfida di guardarsi dentro, senza ipocrisia (carne cruda, in fondo, sono
soprattutto i bocconi amari che ingoiamo quotidianamente...) per scoprire
come, in fondo, a tutti è data sempre un'altra possibilità, e, a volte,
anche più di una.
Recensione di Nunzia Parisi - Il Quotidiano della Calabria - 20 maggio 2007
Presentazione
Antonio, giovane
calabrese, si addentra, pieno di aspettative ed illusioni, nell’ambiente a
lui sconosciuto della Milano “da berte” degli anni ’80, trovandosi a vivere
e ad affrontare una realtà profondamente diversa da quella “del suo paese”.
La storia, nel suo scorrere, tocca tematiche difficili e dolorose che hanno
segnato tutta un’epoca.
Droga, alcool, criminalità, “guadagno facile”, sono le problematiche che il
protagonista vive sulla sua pelle e descrive con minuziosi particolari nel
suo racconto ad un occasionale compagno di viaggio.
Potrebbe essere ritenuta una semplice storia immaginaria, ma si presenta in
realtà come un romanzo biografico che mira a far conoscere al lettore,
seppur in maniera cruda, spaccati di vita reale da cui trarre la dovuta
morale.
“…Con la maturità, dopo tutto quello che aveva passato, Antonio le era
riconoscente, era grato a quella vita che gli aveva dato una seconda, una
terza, una quarta e chissà quante possibilità. Si era attaccato a lei come
un cane al suo osso, come un cane al suo boccone di carne cruda.”
Prefazione
Credo occorra accogliere con molto favore questa prova narrativa di
esordio di Giuseppe Nicola Di Leo, presentandosi come un’opera matura e
preziosa nel contenuto. Tanto più che l’autore è autodidatta nello specifico
letterario e si cimenta su un terreno, quello del raccontare, molto
pretenzioso e che richiede attenzione al “particolare” ed equilibrio
ideativo. Il libro può essere letto tutto d’un fiato per la facilità del
linguaggio e per la voglia del lettore che si lascia catturare dalla trama
avvincente. La storia, basata sull’esperienza di un giovane meridionale
trapiantato nella Milano “da bere”, ci suggerisce l’idea non di un romanzo
di avventure, di eroi o falsi miti, ma di un racconto di vita nella sue
mille sfaccettature. Infine vorrei segnalare l’aspetto pedagogico
dell’opera, che rappresenta un’ insegnamento di vita nell’affrontare
tematiche attuali e di largo riscontro ed invito i lettori ad appassionarsi
alle vicende del giovane protagonista trovando una chiave di lettura nelle
esperienze di ogni giorno.
prof.ssa Isabella Russo
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